INCIPIT DELLA DISSOLUZIONE…

untitledpd Che il Pd nella fase della sua
dissoluzione sarebbe finito,
insieme al suo “facilitatore”
Napolitano, in bocca a Berlusconi,
fino a subirne le imposizioni
più oscene, era prevedibile
fin da quando aveva scelto Monti
invece di una verifica elettorale
che lo vedeva, allora sì, sicuramente
vincente. Gli ultimi due
anni hanno così messo in luce
che il Pd non è un partito di governo.
Perché non è, e da tempo,
in grado di assumersi la responsabilità
di governare, se non in
compagnia di forze che possano
essere presentate come «imposte
dalle circostanze». Da quando
è scoppiata la crisi il Pd sa – lo
sa la sua nomenklatura – di non
potersi addossare da solo la paternità
della «macelleria sociale»
imposta dal patto di stabilità e
dall’assetto economico di un
mondo dominato dalla grande finanza.
Non ha né la cultura né le
capacità per imboccare strade alternative
a questo presunto «stato

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Informazioni su stefanoulliana

I'm a teacher in philosophy, history and humanities in the italian public schools. My interests are: philosophy, history, politics, sciences, arts.
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